Apr 18

Tutela conti e investimenti, arrivano nuove comunicazioni obbligatorie

Il contesto non è dei più sereni, e tra bail in e aumenti di capitale bonariamente (o meno) indotti, i risparmiatori si domandano se effettivamente i propri soldi siano realmente al sicuro nei forzieri degli istituti di credito (e non solo). Ebbene, proprio per formulare opportune rassicurazioni – o, se preferite, per cercare di chiarire alcuni dubbi comuni – prende il via un nuovo tipo di informazione obbligatoria che dovrebbe rendere più trasparente l’intero comparto dei risparmi e degli investimenti.

 

Nel dettaglio, l’obbligo informativo di cui si parla è uno degli effetti del recepimento della direttiva 49 sulla garanzia dei depositi, che è stata introdotta nel nostro Paese intorno alla metà del mese di febbraio. Uno degli articoli del decreto legislativo con cui è stata recepita la normativa prevede che le banche forniscano ai soggetti depositanti “le informazioni necessarie per individuare il sistema di garanzia pertinente e le informazioni sulle esclusioni dalla relativa tutela”.

 

A proposito di tutela, la direttiva europea non comporta sensibili variazioni rispetto alla visione previgente (per saperne di più potete comunque cliccare qui). Dunque, la direttiva prevede protezione fino a 100 mila euro per depositante in caso di liquidazione coattiva o di risoluzione (pertanto, anche nell’ipotesi del tanto discusso bail in). Le informazioni dovranno essere comunicate sia ai nuovi depositanti attraverso un modulo standard, a cui fa riferimento la stessa direttiva, sia ai vecchi titolari di un conto con le comunicazioni periodiche contenenti i dati relativi alla tutela dei depositi e alle somme annesse a rimborso, con un riferimento allo stesso modello standard. Nel caso in cui la banca non provveda nei modi e nei tempi previsti sono state elaborate delle sanzioni tra 30 mila euro e fino al 10% del fatturato dell’istituto di credito.

 

In aggiunta a quanto sopra, si ricorda come la Banca d’Italia possa altresì dettare delle disposizioni attuative, anche al fine di coordinare la disciplina. Tuttavia, non è obbligatorio e, pertanto, ne deriva che le prescrizioni del decreto risultano essere pienamente operative.

 

Ma chi opera come “garante” nel caso di difficoltà delle banche? In Italia il principale fondo di garanzia è il Fitd (Fondo interbancario di tutela dei depositi) cui aderiscono ben 202 banche consorziate, con 515 miliardi di euro di depositi protetti. E proprio dal Fitd stanno partendo nuove elaborazioni informative per poter rendere più trasparente il proprio rapporto nei confronti dei depositanti tutelati. A confermarlo è lo stesso direttore generale del Fitd, Giuseppe Boccuzzi, che sulle pagine di Plus24 del quotidiano Il Sole 24 Ore conferma che ci si sta attrezzando anche on line “per ottemperare anche agli obblighi informativi previsti dalla direttiva. Il sito è stato appena rinnovato e in diverse sezioni

fornisce già indicazioni importanti ai depositanti. Completeremo a breve i lavori in funzione della massima trasparenza”.

 

In aggiunta a quanto sopra, il Fitd sta mettendo a punto le procedure per poter acquisire dalle banche tutte le informazioni necessarie in merito alla posizione aggregata per depositante. Un elemento fondamentale per poter garantire un rapido rimborso, nell’ipotesi in cui si rendesse necessario: i tempi dei rimborsi sono infatti stati ridotti da 20 a 7 giorni. E pertanto le banche dovranno essere in grado di comunicare, in qualsiasi momento, i dati relativi alle posizioni aggregate per ciascun depositante…

Gen 21

Panico in Borsa

orso in borsaPanico alla borsa di Milano, che in questi primi 20 giorni del 2016 ha bruciato tutto il guadagno messo a punto durante l’anno appena archiviato. Un meno 14% che fa paura.

Molti pensano ad un nuovo attacco speculativo all’Italia e al governo Renzi, un pò come era successo qualche anno fa, quando a governare l’Italia era l’intramontabile Silvio Berlusconi, poi dimessoosi per non aggravare la situazione Italiana che viaggiava con uno spread sopra i 500 punti.

Ma analizzando bene la situazione oggi sembra diverso, a far crollare le borse mondiali è una situazione ben più complessa, il petrolio sotto i trenta dollari al barile, l’economia cinese che ha rallentato la sua crescita, e soprattutto i valori azionari che non rispecchiano l’economia reale. Sono questi i principali fattori che stanno animando l’orso in questi giorni. Certo ad iniziare il tracollo sono state le mani pesanti, ma il panico lo stanno creando i piccoli risparmiatori, che continuano a vendere, mentre oggi molte mani pesanti si stanno ricoprendo, portando valore aggiuntivo ai loro portafogli. Questa è l’economia surreale che nessuno ci spiega mai, dove a rimetterci sono sempre i piccoli risparmiatori, che non hanno i nervi saldi per poter superare le varie crisi borsistiche che si ripetono ciclicamente, creando così il panico in borsa.

Nov 12

Cosa sono gli ETF

ETFGli ETF o  Exchange-Traded Fund sono uno strumento di risparmio collettivo, simile ad un fondo.

Comprando una quota di ETF e come se comprassi tutte le quote di questo fondo, per esempio uno strumento di ETF che replica 100 obligazioni, io investendo 100 euro e come se comprassi una parte di una parte di queste 100 obligazioni a 1 euro. Gli ETF sono nati per dare anche ai piccoli investitori di acquistare obligazioni senza spendere grosse cifre, ricordando che i tagli minimi per le obligazioni sono da 10.000 euro in su.

Quando si investe in ETF è importante guardare la performace nel tempo, un’altra componente è il rischio delle singole componenti del prodotto stesso e  infine capire se vogliamo una cedolare a 6 mesi o ad un anno, ci sono in commercio anche ETF che reinvestono la cedolare nell’ETF stesso. Per cui è più sicuro un ETF composto da 400 obligazioni, rispetto ad uno che ne ha solo 100,  sicuramente da preferire quelli che investono in obligazioni ad alto rendimento, cioè in aziende o stati con un rating BBB-, sicuramente più volatili con rischio di insolvenza, ma che pagano una buona cedolare, ma grazie alla diversificazione dell’investimento si ha una buona sicurezza.

Nov 01

I numeri del successo Expo 2015

Expo logoI numeri del successo Expo 2015, in 184 giorni sono entrati dai tornelli 21,5 milioni di visitatori e 60 capi di stato, per visitare i 54 padiglioni che si susseguivano ai bordi del decumano (la via principale).

20.000 giovani e meno giovani hanno trovato un impiego per sei mesi, oltre algli 8.000 volontari, che hanno lavorato in modo gratuito in un turnover di due settimane.

Secondo una stima di Coldiretti la spesa media all’interno di Expo Milano 2015 è stata di 27 euro, che sono serviti principalmente per ristorazione, i visitatori hanno consumato cibo Italiano nel 32%, mentre coloro che si sono accostati alla tavola dei tanti ristoranti stranieri sono stati il 25%, assieme al restante 34% che ha provato entrambe le cucine.

2.300 unità impiegate dalle forze dell’ordine per controllare e rendere sicuro il sito espositivo.

26 tonnellate di cibo recuperato e donato al banco alimentare.

Ott 04

IPO Ferrari

Ipo FerrariIPO Ferrari, con il simbolo FRRI presto ci sarà la quotazione alla borsa di New York.

Il road show presso gli investitori inizierà lunedì per una durata di circa una settimana, dopo i dovuti preliminari verrà fissato il prezzo e saranno messi a disposizione degli acquirenti i titoli Ferrari.

Sergio Marchionne AD di Fca e presidente di Ferrari, ha comunicato che le azioni che saranno rilasciate sul mercato saranno circa il 10%, il ricavato di queste circa un miliardo di dollari, andrà a ridurre l’indebitamento di Fiat Chrysler.

Il gruppo Fca, sta andando anche abbastanza bene, nonostante il recente dieselgate che ha travolto il gruppo Volkswagen, il titolo Fca dopo la sua collocazione ha ampiamente raddoppiato il valore dell’ Ipo. L’AD Sergio Marchionne non ha celato alcun dubbio, e fiducioso che l’Ipo Ferrari correra, e darà un grosso contributo alle casse di casa Agnelli.

Ott 02

Lo spettro Cigno Nero sul mercato azionario

Cigno nero borsaLo spettro del Cigno Nero si aggira tra i mercati azionari, percui bisogna tenere d’occhio il mercato in vista di un consistente aggiustamento dei prezzi a ribasso. Lunedì scorso il Nasdaq ha realizzato la Croce della morte, questa si ha quando la media mobile a 50 giorni icrocia a ribasso la media mobile a 200 giorni. La croce della morte si era già presentata l’11 agosto, questo non è un buon segnale. Sicuramente la crisi Cinese, la problematica immigrazione, la guerra Siriana con le relative tensioni USA – Russia e il recente Dieselgate stanno inquinando i mercati, ma è anche vero che negli ultimi anni questi sono cresciuti abbondantemente e tanti titoli sono sopra quotati.

La teoria del Cigno Nero, esprime un concetto, secondo cui degli eventi inaspettati, hanno un ruolo dominante capaci di cambiare il normale flusso degli eventi stessi in modo sostanziale.

Sono stati molti trader internazionali e CEO di importanti banche d’affari in questo ultimo tempo, ad affermare la possibilità di eventi inaspettati sul mercato azionario, paventando lo spetrro del Cigno Nero.

Lug 28

Consultique 5° edizione

master_copertina Consultique è giunta alla 5° edizione del Congresso Nazionale dei Professionisti e delle Società di Consulenza Finanziaria Indipendente Fee Only, un evento unico a cui parteciperanno professionisti, operatori di settore e i rappresentanti italiani dei maggiori gruppi finanziari mondiali.

L’evento si svilupperà tra spazi espositivi, seminari tecnici, dibattiti, interventi istituzionali, attività di intrattenimento, di incontro e di networking.

La location che ospiterà l’evento 2015 è l’Hotel Parchi del Garda, esclusiva struttura a 4 stelle situata a Pacengo di Lazise, dotata del Centro Congressi più grande e all’avanguardia dell’area di Verona e del Lago di Garda.

Per informazioni eventi@consultique.com – Tel. 045 8012298

Lug 23

Gli investitori puniscono Apple

Apple-Watch fotoNonostante una trimestrale buona gli investitori si stanno alleggerendo delle azioni Apple, il mercato non ha gradito la mancata comunicazione di quanti Apple watch sono stati venduti dal lancio. Tim Cook ha giustificato la scelta con la necessità di non dare informazioni ai competitor.

Ha inserito le vendite del apple watch all’interno della categoria “altri prodotti” cioe con i-Pod,apple TV e accessori, La categoria altri prodotti ha totalizzato 2,6 miliardi di dollari di ricavi, contro gli 1,7 miliardi del trimestre precedente e gli 1,8 miliardi dello stesso periodo dell’anno scorso, da qui si vede il reale contributo del lancio del I Watch della Apple.

Da cupertino fanno sapere che le vendite del Watch sono state meglio del lancio del primo I Phone, ma il mercato non apprezza le informazioni poco chiare.

Giu 29

Crisi Greca

VaroufakisSiamo alla fine della crisi Greca, domani potrebbe esserici il default tecnico della Grecia.

Questa foto che ritrae il Ministro dell’economia Greca Varoufakis e Shauble è la sintesi di tutti i colloqui fatti per cercare di risolvere la crisi. Ma di chi è la colpa, come mai siamo arrivati a questo?

Certamente da tutte e due le parti ci sono colpe, la Grecia per non aver fatto delle riforme assolute per ridurre il debito publico, prima fra tutte la riforma delle pensioni, oggi in Grecia si và in pensione mediamente a 57 anni, con un assegno che arriva fino all’80% dell’ultimo salario, dall’altro lato la troica che ha messo in ginocchio l’economia Greca. Oggi siamo all’atto finale, se in nottata non si arriva ad un accordo domani potrebbe esserci il default tecnico della Grecia. I mercati hanno agito in modo uniquovoco, con cali che superano il 3% in buona parte dell’area Euro, un segnale da cogliere, lo spread è in risalita, e la possibilità di contaggio è forte, non dimentichiamoci che ci sono altre economie in crisi, come quella Spagnola, dell’Isola di Cipro e quella  che ci riguarda di più l’Italiana.

Giu 11

Sergio Marchionne pensa in grande

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Sergio Marchionne pensa in grande, secondo un articolo apparso oggi sul sole 24 ore, FCA sta preparando un OPA ostile per acquisire General Motor. Dopo i dialoghi non andati a buon fine con il management di GM, Sergio Marchionne inizia a giocare duro, anche se ancora non si è capito come può fare una FCA appesantita da debiti e con un valore tre volte minore, tentare di scalare General Motor.
Ma il bravo manager Italo Canadese ci ha insegnato che tutto è possibile.

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